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Precisazione necessaria.
Nel post precedente, presa dall’entusiasmo e dal sentimento, mi sono dimenticata di linkare il sito di un’osteria splendida che abbiamo avuto il piacere di trovare in quel di Firenze: "ì tozzo di pane" è il pittoresco nome scelto dai due proprietari per un locale piccolo ma pieno di valore.
Consiglio vivamente a chi passa da Firenze di fare una capatina in questo ristorante per avere un assaggio non solo dei cibi della tradizione toscana, ma anche della proverbiale ospitalità dei fiorentini.
Buon appetito!
Sembrerà un colossale controsenso, ma sono stanca.
Non si tratta della solita vecchia stanchezza causata dalle troppe cose da fare, da una tesi da finire, da doveri da rispettare. E’ la stanchezza di sentirsi "sprecata", buttata via… e al contempo di essere consapevole di avere poco da offrire a un possibile datore di lavoro. Dicotomia poco ragionevole, ma effettivamente presente nella mia testa. Si sa, non sono il tipo di persona che ha pensieri semplici ed univoci.
Comunque, per ovviare a questa insostenibile "pesantezza" dell’essere venerdì levo le tende… prendo il mio povero fidanzato e vado via, tre giorni di stacco netto. Non voglio pensare al lavoro nemmeno per pochi secondi, mi prenderò un intero weekend di vacanza… e sarà un po’ quella vacanza che non ho potuto fare dopo la laurea, non vedo l’ora! Dopo potrò tornare a preoccuparmi della mia situazione lavorativa, ma solo DOPO.
Ho appena cancellato l’ultimo intervento, è la prima volta che mi auto-censuro. Ma non mi interessa, non valeva la pena fare la "spaccona" per dimostrare che sono superiore a certe cose… sono superiore e basta! ;-)
Zio, a quando l’elaborazione del nostro piano d’azione?!
Sapevo che le cifre che compongono il numero 2008 erano positive, ma ne ho avuto la certezza solo pochi secondi fa, leggendo queste poche righe:
"2 0 0 8… due è il numero dell’equilibrio, otto della rinascita, in mezzo i due zero, come una canale aperto tra equilibrio e rinascita; sì, credo sarà un buon anno."
Grazie FabioB, e perdona la citazione spudorata, ma hai dato voce alle mie sensazioni.
Il vecchio 2007 ci ha lasciati, entra in scena il neonato 2008… si aprano le danze!
Anno pari nel mio mondo significa buone premesse e quest’anno ci sono tutte. Progetti ambiziosi e tanta voglia di far andare lo cose per il verso giusto.
L’entusiasmo è alle stelle… speriamo che le stelle però siano clementi, mi informerò da Branko o da qualche collega.
Buon anno nuovo - Happy new year - Fröhliches neues Jahr
Wow, un bel sabato sera di isolamento dal mondo è proprio quello che mi ci vuole in questo momento… me ne sto tranquillamente seduta di fronte al monitor mentre sgranocchio una caramella agli estratti di iperico, che, leggo su Wikipedia, è considerato un buon rimedio per la depressione… ora, mi viene spontaneo domandarmi se la mia cara mamma abbia voluto mandarmi un messaggio subliminale quando ha fatto questo portentoso acquisto. Eh sì, perchè le suddette caramelle (peraltro anche abbastanza buone… ?!) sono state comprate appositamente per me! Mhm… sono perplessa, non pensavo di dare un’immagine tanto negativa del mio stato d’animo! Non so se ridere o preoccuparmi……..
…. nel dubbio mi faccio quattro grasse risate e chiudo qui la questione!
… ahahahah… mitico iperico…
Ho voglia di (piccoli) cambiamenti… sara l’arrivo della primavera, sarà il bisogno di cambiare qualcosa in questa piatta vita da tesista (semi-fallita tra l’altro ), ma stamattina ho agguantato un paio di forbici ben affilate e ho preso l’ispirazione dal bel film di cui ho postato la locandina nel precedente intervento…
…ai posteri (in carne ed ossa, non ho intezione di postare altre foto della mia brutta faccia!!!) l’arduo compito di giudicare se ho fatto la ca**ata del secolo o se il cabiamento era effettivamente necessario…
…ahahahahah…
Sarà che ho appena (ri)visto il film, ma… beccatevi ’sta locandina…
"His story will touch you even though he can’t"
… perchè Johnny è sempre Johnny…
"Davvero l’Amore è una cosa meravigliosa.
E’ più prezioso degli smeraldi e degli splendidi opali.
Perle e granati non possono comperarlo, e non è in vendita sulla piazza del mercato.
Non possono acquistarlo i mercanti, nè pesarlo le bilance dell’oro."
da "L’usignolo e la rosa"
Oscar Wilde
Amore puro
(Ok ok, non è la foto di un usignolo, però… rende bene l’idea o no?!? ;) )
… ho trovato una vera chicca per noi figli dei ruggenti anni ‘80…
Ovviamente non mi ritrovo in tutte le affermazioni, ma in un buon 80% sì…
Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni ‘80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori
valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per  l’aborto e la nostra memoria storica
comincia coi Mondiali di Italia ‘90.
Per non aver vissuto direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo  i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche  sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca
le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 31 ottobre era la vigilia dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun
avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive In.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman,  ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi  giocare"), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma  di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,  l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-
Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ‘82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la favorita. {…e qui, con il senno di poi, avrei qualcosa da obiettare…}
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L’ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c’erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi.
Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le  nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

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