Riflessioni


Venghino siori, venghino!
E’ iniziata (ormai da qualche tempo, purtroppo) la fiera della politica. Tarallucci e vino per tutti!
Se fino a un paio di giorni fa ero riuscita a respingere l’assalto mediatico (e la nausea che mi provoca vedere sempre le stesse facce che ripetono sempre le stesse cose con sempre maggiore convinzione) facendo rapidamente zapping o voltando altrettanto rapidamente pagina (sia essa cartacea o “elettronica”), ora tutto ciò non sarà più possibile: alzandomi dal letto, ancora mezza rinc.., ho scorto dalla finestra una triste vista… loro, i famigerati cartelloni elettorali!
Volente o nolente ogni tanto il mio sguardo sarà costretto a lambirli.
Venghino siori, venghino!
Ho recentemente scoperto di far parte di quella nutrita schiera di individui che impazziscono quando non hanno nulla di concreto da fare, quando le loro giornate sono vuote e lasciate allo sbaraglio dell’inoperosità, quando non sanno più cosa leggere o cosa guardare alla tv per arrivare al momento di andare a dormire.
E anche quando arriva quel tanto agognato momento non è che l’inquietudine dettata dall’esubero di energie inutilizzate se ne va per lasciare spazio a una sana dormita. No. Al contrario, le loro notti sono agitate, piene di sogni angoscianti in arrivo direttamente dal passato (ma anche dal presente e dal futuro). Quando riescono a dormire, è ovvio. Tanti perdono il sonno, altri invece cadono in catalessi e dormirebbero sempre e ovunque.
Nei momenti più impensati riemergono tutte le nevrosi superate in anni di attenta autoanalisi, riaffiorano visi di persone ormai da tempo superate con la massima accelerazione lungo l’autostrada dell’esistenza, ritornano ricordi pessimi di momenti critici delle loro vite e sensi di colpa per errori commessi in tempi ormai molto lontani. A volte, per fortuna, il passato restituisce loro anche i migliori attimi delle loro vite, e questo è sicuramente quanto di meglio possa accadere in queste giornate.
Avere troppo tempo a disposizione è malsano per queste persone: iniziano a mettere in discussione qualsiasi cosa, dalla scelta di mangiare bistecca ed insalata per pranzo, al colore dei capelli ("Non sarebbe meglio un bel castano-ramato? Questo biondo-oro ormai ha fatto il suo tempo!"). Dall’abitudine di bere un caffè dopo pranzo, ai progetti di una vita intera. Dal proprio modo di fare con il prossimo, alle proprie capacità professionali (se ci sono).
La lista potrebbe continuare ancora per molto, ma la verità è che mi sono stancata di scrivere, quindi chiudo qui il mio intervento.
Già, perché l’inattività prolungata e forzata rende insofferenti agli sforzi e toglie la voglia di fare anche agli Stakanov dell’impegno costante.
Meno si fa, meno si vorrebbe fare, checché se ne dica.

Ma quando arriva la primavera pazzerella con il suo caldo sole e il suo clima (non sempre) amichevole?

Ho voglia di crogiolarmi al sole, con il viso che si arrossa lievemente e lentamente prende colore in vista dell’estate… il mio mortal pallore sarà anche chic, però che noia!
Anche il lago di Como sarebbe molto più triste senza il sole…
Griante - lago di Como 15.02.2008
E con domani siamo a due. Due festeggiamenti che riguardano la sottoscritta in meno di una settimana!
E’ sempre stato così, da quando sono in questo mondo il mese di febbraio ha sempre avuto un significato importante per me: prima il mio compleanno, poi il mio onomastico. E si può stare certi che con un nome come il mio nessuno oserà mai dire: "Non sapevo che oggi fosse il tuo onomastico!" cosa che non si può affatto affermare quando si tratta del mio compleanno. Sarò permalosa e/o ipersensibile, ma con il passare degli anni ho iniziato a considerare il mio compleanno come un parametro di selezione naturale, una sorta di spartiacque: da una parte coloro che se ne ricordano puntualmente e mi fanno gli auguri – sms, e-mail, telefonate, segnali di fumo o dardi infuocati scoccati contro la porta di casa con attaccati medievali biglietti di auguri… non importa il mezzo – e dall’altra coloro che se ne dimenticano. Un esercito di smemorati. Oppure di persone troppo impegnate per ricordarsi del compleanno di una persona qualsiasi. Sì, perché sono convinta che se si tiene anche solo un pochino a qualcuno ci si ricorda del giorno in cui viene celebrata la sua nascita.
Suvvia, ci vuole molto ad usare quei dannati affari squillanti/cantanti/urlanti/gracchianti/ecc. che ci troviamo nelle tasche per segnare le date da ricordare?! Secondo me no, per questo credo che spesso non si tratti di una banale dimenticanza, bensì di una voluta "omissione" di auguri.
Basta con queste recriminazioni inutili, il vero tema del post è proprio la festa degli innamorati. Anzi, degli Innamorati, solo di quelli con la "I" maiuscola. Per quelli che si amano sul serio domani è una giornata speciale al di là dei fiori e dei cioccolatini. Per tutti gli altri è solo una buona scusa per spendere soldi e fare grandi proclami cui non seguiranno mai i fatti veri e propri.
Per quanto mi riguarda domani festeggerò per la prima volta davvero San Valentino con LA persona importante di cui ho già scritto più volte e questa cosa mi rende felice in modo decisamente infantile… ma lo dico senza nessuna vergogna!
Speriamo solo che quest’anno la gente non si dimentichi anche del mio onomastico!
Poco fa stavo tornando a casa in auto e mi sono trovata a chiedermi da quando il fenomeno dei monsoni abbia iniziato a verificarsi anche nella nostra pianura padana… i cari vecchi libri di scuola classificano il monsone come un fenomeno atmosferico stagionale, tipico delle zone tropicali/orientali, quindi c’è qualcosa che non mi torna.
Monsoni, tifoni e trombe d’aria come ai tropici, peccato che tutto ciò si verifichi nella ridente Brianza. E, come se non bastasse, da brava meteopatica subisco anche l’influenza negativa di questo clima orribile… se mi trasformo in Jack Lo Squarciatore sapete tutti che è colpa del meteo!
Seguono, nell’ordine, tutte le cose di cui ho voglia/bisogno in questo momento:
- un lavoro, meglio se retribuito (!!!!!);
- una casa piccola ed accogliente, con dentro la persona che amo;
- un fuoco scoppiettante per scaldare le serate fredde e tristi;
- un acceleratore temporale, per porre rimedio alla mia impazienza cronica;
- un albero di euri… per non doversi più preoccupare anche delle piccole cose (quando potrò togliermi uno sfizio?!)
- ecc. ecc….
Di desideri ne ho tanti, tantissimi però meglio non esprimerli tutti a chiare lettere… anche perché potrebbero non realizzarsi!
Ora si progetta il weekend a Berlino, wunderbar!
Proprio di fronte a casa mia hanno da poco abbattuto un piccolo edificio, una di quelle vecchie casette a un piano che ancora ricordano i tempi in cui non c’era bisogno di immensi palazzi per contenere tutti gli abitanti della piccola città in cui vivo. Dopo la demolizione sono immediatamente iniziati i lavori di ricostruzione… prima gli scavi, ora le vere e proprie gettate di cemento.
Devo ammettere che il processo di costruzione di una casa mi incuriosisce abbastanza (forse dovrei buttarmi nel settore dell’edilizia… potrei avere un futuro!), lo trovo  molto simile alla creazione di un’opera d’arte, alla rinascita… o forse in questo caso si avvicina di più alla reincarnazione. E’ come se lo spirito della vecchia casa sia rimasto sospeso sul cantiere, aleggiando lieve in attesa di avere un nuovo scheletro da riempire, magari più grande e più comodo di quello precedente. Nuove persone da proteggere e custodire, nuove storie da osservare e commentare, nuovi segreti da seppellire e dimenticare.
Stasera faccio fatica a mettermi a letto, così ho deciso di caricare le foto di Capodanno.
La notte di Capodanno facevo fatica anche solo a pensare di addormentarmi, così ho deciso di scrivere un fiume di parole di Jalissiana memoria (ma qualcuno si ricorda ancora di quella canzone, a parte me?!) a quel sant’uomo che ha deciso di sopportarmi per un bel po’ di tempo.
Di giorno faccio fatica a stare sveglia, così mi imbottisco di caffè.
What the hell is happening to me?!
Sono inquieta, chi mi circonda ne ha sentore come la preda si sente braccata dal predatore.
Ho il sospetto di aver preso questo blog come una valvola di sfogo nella quale incanalare le mie energie psico-fisiche in eccesso, dopotutto è risaputo: scrivere è terapeutico. Poco importa se nessuno leggerà questi miei deliri, anzi, forse meglio così.
Ora mi metterò sotto le coperte a leggere una stupenda rivista femminile, chissà che tra un servizio di moda e un consiglio per dare alla mia pelle l’aspetto di quella di una 20enne (?!) non riesca a prendere sonno.
OK, lo ammetto, odio la neve.
Stamattina mi sono accorta di aver definitivamente abbandonato quella visione un po’ fanciullesca della neve che ti porta ad essere di buon umore e spensierata quando il mondo sembra ricoperto da una marea di glassa bianca.
Stamattina ho aperto la finestra e ho pensato: "Poffarbacco, che disdetta… queste condizioni meteorologiche avverse non ci volevano proprio!" (e notare con quale aplomb ho espresso il mio disappunto!!!).
Speriamo solo che la smetta alla svelta.

E anche per quest’anno il Natale è passato, senza gloria nè infamia, se devo essere sincera.
Ora si attende la parte più godereccia delle feste natalizie, ovvero la fine del "vecchio" 2007 e l’arrivo del "neonato" 2008.
Anno nuovo, vita nuova, così si suol dire e quest’anno, almeno per quanto mi riguarda, questo detto non potrebbe essere più veritiero. Speriamo che la nuova vita prenda in eredità dalla vecchia solo le cose belle. Per trovare cose brutte c’è sempre tempo, non è necessario trascinarsele appresso di anno in anno, giusto?
Quindi BUON ANNO cari miei e in bocca al lupo a voi, ma un po’ anche a me, ne avrò bisogno! Quindi CREPIIII!

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