Dicembre 2007


E anche per quest’anno il Natale è passato, senza gloria nè infamia, se devo essere sincera.
Ora si attende la parte più godereccia delle feste natalizie, ovvero la fine del "vecchio" 2007 e l’arrivo del "neonato" 2008.
Anno nuovo, vita nuova, così si suol dire e quest’anno, almeno per quanto mi riguarda, questo detto non potrebbe essere più veritiero. Speriamo che la nuova vita prenda in eredità dalla vecchia solo le cose belle. Per trovare cose brutte c’è sempre tempo, non è necessario trascinarsele appresso di anno in anno, giusto?
Quindi BUON ANNO cari miei e in bocca al lupo a voi, ma un po’ anche a me, ne avrò bisogno! Quindi CREPIIII!

Non esistono uomini perfetti. Per noi

Ma ritorniamo alle questioni di cuore. Siete pronti per un’altra grande verità? Bene. Non esistono uomini perfetti. Esistono uomini perfetti per noi. E questo vale anche per le donne. E’ come se fossimo pezzi di un puzzle. Se ci abbiamo una gobbetta a destra, una gobbona a sinistra e la punta in alto, dobbiamo trovare l’incastro con un pezzo con la gobbetta a sinistra, possibilmente senza gobbone e magari con la punta in basso. Facile? Per niente. Bisogna fare un sacco di prove.
E’ raro trovare al primo colpo il pezzo giusto. Qualcuna ci riesce. La maggior parte fa finta. Altre ancora provano e riprovano. Sarà che hanno un difetto di fabbricazione oppure non si accorgono che il pezzo del puzzle che cercano da anni sta lì, a due centimetri dal loro naso, nascosto dal pizzo del centrino.
Inutile farsene una colpa. Quello che abbiamo lasciato tra un pianto e stridor di denti non era un cretino, egoista, lurido scarafaggio. Magari a ben guardare lo era anche, ma prima di tutto era un boy che non andava bene per noi. Vogliamo mica strapparci i capelli a ciuffi come Clitemnestra al culmine della tragedia? Va be’ che adesso vanno di moda le estencion, ma francamente non mi sembra il caso. E comunque tutto questo sperimentare non è mica così faticoso come picconare il carbone in miniera. Ha i suoi bei lati positivi. Si conosce gente, si passa il tempo, ci si trita il cuore e ci si rompe le corna. Ma si va avanti. E si vive, porca miseria. Io li detesto quelli che hanno così paura della vita che campano criticando quello che fanno gli altri, stando immobili come pezzi di dolomite. Neanche di iceberg, perché quello ogni tanto per via delle correnti si muove. Non so se vi è mai capitato. Sono coppie dell’amore decrepito che passano il loro inutile tempo sparlando. Non vedono l’ora che qualcosa agli altri vada storto, almeno hanno argomenti. No, grazie. Preferite vivere. E se sbagliate, consolatevi. Sta scritto che <<ogni nuova fede nasce da un’eresia>>.

da "Sola come un gambo di sedano", di Luciana Littizzetto

In un attimo di fancazzismo acuto ho riaperto per l’ennesima volta questo libro della Litti e come per magia mi sono trovato fra le dita questo brano. Secondo me quella che è scritta qui è la pura verità farcita di saggezza come lo è una torta chantilly ricoperta di panna. Io l’ho trovata la mia nuova fede. Ma è anche un’eresia, la più bella che potessi desiderare.

Qualche giorno fa mi è capitato di rileggere l’ultimo intervento che ho postato qui e devo dire che mi sono disgustata da sola. L’ho trovato stucchevolmente colmo di autocommiserazione e di pessimismo cosmico (probabilmente è tutta colpa degli ormoni!), quindi ho deciso che è il caso di porvi rimedio. Soprattutto per rispetto nei confronti della persona che amo.

E’ vero quello che ho scritto nel post precedente: il 2007 è stato pieno di alti e di bassi, di gioie immense e delusioni cocenti, di attese interminabili e di obiettivi realizzati. Le difficoltà e i momenti duri ci sono stati anche in amore, è inutile negarlo. Ma i momenti belli passati con lui (o forse dovrei dire "con TE", chissà che magari questa volta TU non legga le mie parole…) sono stati di gran lunga più numerosi. E soprattutto più intensi. Mai avrei pensato di poter provare quello che ho provato in questi mesi.
All’inizio della nostra avventura insieme abbiamo affrontato una prova difficile, quella della separazione e della lontananza, ma siamo rimasti uniti. Se stiamo insieme non è per abitudine o per la comodità di avere una persona accanto, come succede a taaaaante coppie. No, noi ci siamo scelti. L’abbiamo fatto per la prima volta poco più di un anno fa e l’abbiamo fatto ancora e ancora per tutto questo tempo, ogni giorno, ogni secondo delle nostre vite.
E, quel che è più importante, il nostro progetto è di continuare a sceglierci per gli anni a venire, ogni giorno, ogni secondo delle nostre vite.Animoticon

Già solo queste riflessioni basterebbero per mettere un bel bollino con il pollice alzato sull’anno 2007. Ma il bello è che c’è di più. Non posso dimenticare che questo è stato l’anno della mia laurea. Ciò significa che ho raggiunto l’obiettivo che mi sono preposta tanti anni fa, quando mi sono imbarcata nell’avventura "università". Ho portato a termine un percorso, ho chiuso un ciclo della mia vita e l’ho fatto impegnandomi con tutta me stessa. Ho ottenuto (quasi) il massimo possibile, superando "numerosi" ostacoli e tante proroghe, ma sono arrivata in fondo proprio come volevo.

Quindi, caro il mio 2007, speriamo che tuo fratello minore 2008 sia positivo almeno un decimo di quanto lo sei stato tu. Perché le difficoltà non finiscono mai (un po’ come gli esami… ma non mi ero laureata?!?! looooool), l’importante è saperle affrontare e superare. Con la persona giusta al mio fianco.

Ed eccoci giunti a Dicembre, l’ultimo mese dell’anno.
Dicembre è il mese in cui si festeggia Natale, in cui si dice addio all’anno vecchio e ci si prepara ad accogliere l’anno nuovo.
In genere a Dicembre si aspetta con ansia la neve, che riveste brutti e bei ricordi con un manto magico… che fa sembrare tutto diverso da come è di solito.
Dicembre è mese di bilanci, di chiusure di conti… non solo economici. Di solito durante le cosiddette "vacanze natalizie" si ha un po’ di tempo libero da dedicare alle riflessioni su quanto è successo nei precedenti 300 giorni e rotti.
Nel mio caso non è stato necessario aspettare le vacanze, dato che sono in sosta (ormai "vietata", direi) da qualche tempo, causa termine percorso accademico intrapreso lunghi anni orsono. Ebbene, per me è tempo di bilanci già da un po’, ma, tra un momento di relax e un attimo di ansia/panico da futuro incerto, mi sono accorta che non riesco a valutare l’anno che sta per concludersi. Ci sono stati tanti momenti splendidi, ma ce ne sono stati almeno altrettanti a dir poco BUI, il che mi rende praticamente impossibile stabilire se il 2007 è stato positivo o no! Forse il 2007 si è disteso in tutta la sua lunghezza su un percorso più simile a quello di un ottovolante che non a quello di un semplice anno solare… rimane il fatto che tra alti e bassi forse gli aspetti positivi e quelli negativi si compensano.
Ma è normale non essere in grado di valutare nemmeno la propria vita?! Sarei in grado di sviscerare fino all’esasperazione anche i pro e i contro di una scelta banale come può essere quella tra un caffè macchiato e un marocchino!! E alla fine probabilmente non prenderei nè uno nè l’altro…
Il possibilismo mi ucciderà, ne sono convinta.