Novembre 2007


Ebbene sì, è un mio difetto. Scrivo un sacco prima dei grandi eventi
della mia vita, ma poi non racconto mai come sono andate effettivamente
le cose! E va bene, poniamo rimedio a questa grave mancanza.
Il 7
Novembre mi sono finalmente laureata. Giornata a dir poco campale,
sembrava di essere a "Oggi le comiche", dato che, fra le altre cose, la
caldaia di casa ha pensato bene di fare scherzi poco carini proprio il giorno
della discussione. E’ venuto il tecnico che ha iniziato a smontare,
rimontare, fare prove… e nel frattempo la sottoscritta non ha potuto
farsi nemmeno una doccia calda… no comment! Come se tutto ciò non bastasse,
ho rischiato l’infarto quando la simpatica usciera di Salvecchio mi ha
annunciato – alle h 15:05, praticamente 5 minuti dopo il mio arrivo in
città alta – che sarei stata la prima… panico! Ero lì solo con alcuni
amici e quel sant’uomo del mio moroso, ma praticamente mancava tutta la
famiglia e metà dei miei amici! Botta di adrenalina, ma inutile:
l’usciera, mossa a compassione dal mio grido di disperazione ("Come
<<Tocca a me>>?!?! Ma non è ancora arrivato nessuno!!!!!"),
ha trovato un compromesso con la commissione scalpitante e mi ha
concesso di attendere l’arrivo della truppa. Che, ovviamente, nel
frattempo è uscita in ritardo di casa ed è persino riuscita a perdersi per strada… ho perso 20
anni di vita, ma ne è valsa la pena, infatti quando è toccato davvero a
me ero talmente stanca e avevo così poca agitazione in corpo che mi
sono seduta davanti alla commissione come se avessi dovuto prendere un
tè con una manciata di amiche.
Morale della favola: è andata anche
questa, sono stata proclamata Dottoressa Magistrale in Lingue Straniere
per la Comunicazione Internazionale e mi sono portata a casa un votone,
che potrebbe sembrare una beffa, ma che mi ha lasciata del tutto
soddisfatta, soprattutto per come mi ha presentata la cara Frau!
Complimenti a non finire e immensa soddisfazione della sottoscritta!
Tra poco caricherò anche le foto di quella giornata, così i miei due lettori avranno prova della veridicità delle mie parole!

Ora,
a due settimane dalla fine di quella che era diventata una vera
tortura, posso dire che ho finalmente tirato il fiato… e sono pronta
a mettermi alla ricerca della cosa più difficile da trovare per un
neolaureato… un lavoro… mi faccio l’in bocca al lupo da sola!!!
Ah, crepi, è ovvio!

Ebbene sì, domani a quest’ora sarò finalmente una donna libera!
Lo scazzo dei giorni scorsi è passato, sono riuscita a scrivere un discorso "decente" e ad organizzare una buona parte delle cose che avevo lasciato in sospeso. Ho fatto una doccia bollente e mi è passato pure il tremore alle mani che mi accompagnava da stamattina… Parkinson?! Nah, avrei puntato di più su un Alzheimer, data l’agitazione di questo periodo, ma invece si trattava solo di un po’ d’ansia. Ci sta, dopotutto non capita tutti i giorni di laurearsi, no?!
Ma ora è andata, svanita, scomparsa in una nuvoletta di vapore caldo! Ed è meglio così, perché stanotte vorrei dormire come un angioletto, ci sarà tempo domani per agitarsi.
Ora studio un pochino e poi mi rilasso…
…domani a quest’ora sarò una donna libera, sarà tutto finitio e si chiuderà un’età della mia vita… scoprirò solo vivendo quello che il futuro mi riserva.

E ci risiamo, di nuovo al blocco… è già da qualche giorno che mi attende l’ingrato compito di stendere una presentazione per il giorno della discussione, ma continuavo a rimandare in attesa dell’ispirazione – o della venuta del Messia, più probabilmente!
Oggi mi sono però messa in testa che devo scriverla a tutti i costi, anche perché ormai il tempo stringe… relativamente. Il vero problema è che continuo a sbattere la testa sul monitor (metaforicamente!!) senza riuscire a mettere in fila due frasi che non facciano a pugni tra loro. Quel poco che ho già scritto fa letteralmente pena e il solo pensiero di continuare mi fa venire la nausea… ma come si fa?
La verità è che non ho più voglia, mi manca la forza di impegnarmi anche in quest’ultimo passo, però è anche vero che se non mi metto d’impegno rischio di giocarmi tutto per un po’ di svogliatezza… e quindi credo proprio che continuerò a sbattere la testa (al muro, sul monitor, sui libri, sugli appunti… ovunque capiti, insomma) finché non tirerò fuori uno straccio di presentazione degno di questo nome!
Ri-diamo il via alle danze, allora.
E pensare che stamattina ho aperto gli occhi pensando a come iniziare la parte di esposizione che dovrò fare in tedesco… la malattia galoppaaaaaaaaaa!!!!