Settembre 2007


A conclusione di una lunga giornata rimane solo un pensiero di pace indirizzato ai monaci buddhisti – nonché alla popolazione laica – che in Birmania continuano a subire la repressione di un governo dittatoriale iniquo e violento.
Un unico post scritto in rosso per testimoniare la mia solidarietà.

Detto questo… buonanotte, mi ritiro nelle mie stanze…

Oggi sono rimasta tutto il giorno incollata a questo maledetto pc e poco fa, in un momento di pausa dalla tesi, ho sentito il bisogno di scrivere per lasciar scorrazzare libero il mio povero neurone.
Stavo giustappunto sbirciando la mia agenda (uh uh uh, questa frase fa troppo donna di mondo, mi piace un sacco!) quando ho notato una piccola coincidenza… per farla breve, finalmente io e la mia dolce metà ci ricongiungeremo DEFINITIVAMENTE, infatti tra 6 giorni prendo un aereo che mi porterà a Palermo per l’ultima volta (sto parlando "a breve termine", non è che non voglia più mettere piede in Sicilia in vita mia, anzi… è solo che per un po’ di tempo gradirei non sentirne parlare 800 volte al giorno com’è successo negli ultimi 8 mesi!), dove mi riapproprierò della suddetta dolce metà. Sì, perché c’è chi va fino negli USA per spararsi miglia e miglia di strada – i più fini lo chiamano "coast to coast", ma è solo questione di significante, il significato non cambia affatto… – quando sarebbe sufficiente andare a un capo della nostra splendida penisola e poi attraversarla in tutta la sua lunghezza per macinare chilometri di asfalto e riempirsi gli occhi di paesaggi straordinariamente diversi fra loro!

Ecco, sì, insomma… stavo per perdere il filo a causa delle mie divagazioni filosofiche, ma il succo del discorso è che sabato prossimo prenderemo l’auto e partiremo alla volta della verde Brianza. Ci attendono circa 1500 km (per me 3000 se teniamo conto che devo prima andare giù… ma in aereo non contano, vero?!? Sarcastico) e due giorni di viaggio, con tanto di tappa defatigante all’altezza di Roma. Quando ho comunicato in famiglia che sarei andata giù per tornare su (ahahahahah, adoro questo linguaggio criptico!) ho ottenuto in cambio uno sguardo di stupore misto a rassegnazione e compatimento, della serie "Che cos’avrà mai nella testa nostra figlia?!"* Ma tant’è, avevo già prenotato il volo A bocca aperta, indi chissenefrega del loro scetticismo! E dopotutto l’amore è anche un po’ follia, o no??
Ma mi sono accorta che sto di nuovo divagando… è tremendo avere il cervello che fa acqua da tutte le parti!
All’inzio di questo post kilometrico ho accennato a una piccola coincidenza… beh, guardando l’agenda (questa frase mi piace talmente tanto che ho sentito la necessità di ripeterla!) mi sono accorta che quando torneremo a casa (domenica 7) saranno passati esattamente 8 mesi tondi tondi dal giorno della sua partenza (il 7 febbraio 2007). Ora, il fatto può sembrare di nessuna importanza se non si considerano due particolari:

  • il ritorno non è stato pianificato, l’occasione è praticamente piovuta dal cielo (figura metaforica particolarmente azzeccata dato l’ambito lavorativo di cui si sta parlando!) e solo una combinazione di circostanze ha contribuito a che il rientro avvenga proprio il giorno 7 e non un altro, chessò, il 25 o il 14… (alè, inizio pure a sparare numeri a caso… chiamate la neuro!)
  • il numero 8 è il MIO numero, mi accompagna da tempo e ormai per me è come un marchio di fabbrica e solo il caso ha voluto che passassero giusto 8 mesi dalla sua partenza

Detto questo a voi sembrerà ancora un discorso campato per aria, ma per me la situazione assume le tinte fosche di un evento manovrato dal destino… sarò fatalista, ma a me sembra come se tutto fosse già scritto prima che lui partisse, 8 mesi orsono… è come se questi mesi di incertezze fossero stati pilotati verso una direzione ben precisa…
Ma allora, dico io, qualcuno non poteva avvisarmi prima, risparmiandomi la gran faticaccia di combattere contro me stessa?!?
Ma ora non ha più importanza, mi godo il sapore agrodolce dell’ultimo conto alla rovescia…

… – 6…

*Risposta: un numero imprecisato di pigne – se muovo la testa di scatto suono come una maraca! – e un ultimo neurone superstite, con la gambetta storta a causa dei ripetuti maltrattamenti e del super-lavoro cui è costretto.

DATE & TIME: 22 Settembre 2007, orario non meglio precisato, comunque tarda serata.
LOCATION: Cactus Juice di Civate, festa di compleanno di milllle persone (si sa, Settembre è il mese in cui vengono alla luce i figli di Natale/Capodanno, eheheh)
CHARACTERS: uno dei festeggiati e una degli invitati

FESTEGGIATO: Allora?! Come va? (con sorrisetto da "Cosa te lo chiedo a fare, tanto si vede lontano un miglio che stai benone!" stampato sulle labbra)
INVITATA: Bene, adesso molto bene! (con sorrisetto EBETE stampato sulle labbra)

[...] (momento di silenzio, intercorrono sguardi di intesa)

F: Sei proprio innamorata, eh?!
I: [...] (silenzio. Annuisce incapace di schiodarsi il sorrisetto ebete dalle labbra per formulare una risposta decente)
F: No no, sei proprio persa, altro che innamorata!!! (con un sorriso classificabile come l’anello di congiunzione tra il compatimento per lo smarrimento dell’amica e la gioia di vederla in quello stato)
I: [...] (ancora una volta silenzio, a cosa serve sprecare energie nel parlare, quando lo fanno già gli occhi?!?)

Finalmente comprendo cosa vuol dire che l’amore instupidisce… facoltà mentali azzerate e occhi che brillano, speriamo solo sia reversibile, altrimenti… ah ah ah ah ah ah…

Ancora quasi non ci credo, vorrei urlarlo al mondo ma per ora mi limito a scriverlo qui…
stamattina ho consegnato la domanda di ammissione alla laurea e finalmente la mia tanto amata/odiata tesi ha un titolo: "Textart Referat: strumento di formazione accademica tra oralità e scrittura"…
Lo so, lo so, fa davvero c@g@re e l’argomento è uno strazio per mente, corpo, anima e cuore, ma nel mio piccolo – modestammmmente – riesco anche ad andarne un pochino fiera… non potrebbe essere altrimenti, dati i mille sacrifici che ho dovuto fare, gli sbattimenti che ho dovuto sopportare e le volte in cui ho avuto voglia di mollare tutto per la frustrazione!!
Ora non mi resta che scrivere, scrivere e ancora scrivere… tutto il resto è NOIA!
Dopo una bella giornatina con tanto di visita alla Frau Professor mi sono concessa un attimo di svago e ho creato il mio alter ego simpsoniano… l’ho battezzata Dorothy come omaggio alla suddetta illustrisssssssima, solo perchè Dorothee mi sembrava un nome leggermente troppo crucco!
Ah, naturalmente un ringraziamento allo zio per avermi fatto presente la possibilità di creare questo prodigioso avatar… e notare la DONUT d’ordinanza sulla magliettina… si commenta da sola!