Agosto 2007


… ed ecco che, come la marea, sale di nuovo l’ansia da tesi…
… paure, ansie, pare…
flash del giorno della discussione: io vestita di tutto punto, circondata da famiglia, amici e fidanzato, in attesa di scendere nella fossa dei leoni… immagini tanto nitide e realistiche da essere raccapriccianti, riesco persino a sentire il brusio non tanto sommesso del parentado dei vari laureandi, le grida stizzite dell’usciera volenterosa… un leggero aroma di caffè della macchinetta (NdR forse il più schifoso che abbia mai ingurgitato… da voltastomaco!) aleggia nell’aria, refoli improvvisi di aria gelida entrano dalla porta a vetri dell’atrio di Salvecchio (non dimentichiamo che siamo a Novembre e in questo periodo dell’anno a Bergamo il clima è poco amichevole, si sa)…
… e poi eccolo, il leggero tintinnio del campanello risuona in lontananza da dietro la porta chiusa e presidiata dalla suddetta usciera volenterosa…
… un infinito attimo di smarrimento e di panico, un ultimo sguardo ai visi di chi mi è accanto, poi una forza sconosciuta mi spinge all’interno dell’aula 1…
… nell’aula semivuota risuona il rumore dei miei tacchi, mentre io cammino ostentando una sicurezza che (inutile dirlo) non ho e il Presidente di Commissione di turno legge frettolosamente la mia presentazione…
… mi siedo…
MOTORE, CIAK, AZIONE!

[Per fortuna (forse anche per scaramanzia) il mio fantasticare si ferma qui... tra qualche mese le mie sofferenze avranno fine e allora sapremo se questi "sogni" a occhi aperti saranno davvero tali o se si riveleranno INCUBI]
<<Grazie per il tempo pieno
Grazie per "il te più vero"
Grazie per i denti stretti
I difetti
Per le botte d’allegria
Per la nostra fantasia

L’amore conta.>>
"L’amore conta" – Ligabue

In sintesi, quello che ho già detto a chi di dovere, ma che non mi stancherò mai di ripetere.
Grazie.

Un salto indietro nel tempo, ecco cos’è stato il mio ritorno a casa.
Ok, sapevo che le mie "vacanze" sarebbero finite prima o poi, ma il
fatto di trovarsi davanti alla necessità di fare i bagagli e ripartire
nel giro di due giorni mi ha colta impreparata e mi ha fatta stare male
per quello che avrei perso. Inutile dire che ho le spalle larghe e, col
tempo, ho imparato a riprendermi in fretta dopo aver accusato il colpo.
Seppur con qualche oggettiva difficoltà, questa volta ho deciso di
adottare la tattica "non guastiamo gli ultimi giorni nella depressione"
e ho cercato di approfittare del tempo concessomi per sistemare le cose
e parlare chiaramente… una volta tanto ho buttato dalla finestra
carta e penna e, con il "coraggio" di un leone (zoppo e acciaccato, ma
pur sempre un leone), ho spiattellato tutto-tutto-tutto quello che mi è
passato per la capoccia in quel mese. Emozioni a fiotti. E qualche
lacrimuccia di commozione.
Sono stata ripagata con parole splendide… e non mi riferisco tanto
alla forma, quanto al contenuto… si tratta di quelle parole che
ognuna/o vorrebbe sentire una volta arrivata/o a un certo punto della
propria vita. E a questo punto è stato il tilt emotivo.
Il rientro non è stato tragico come avrei pensato. Il primo risveglio
nel mio letto è stato triste, ma non terribile. In un certo senso non
mi sembrava nemmeno di essere mancata da casa per un mese. Infatti mi
sto rendendo conto che il peggio sta arrivando ora… ogni giorno che
passa mi sento un filo più triste di quello precedente, perchè cresce in me la sensazione di aver fatto un grosso passo indietro.
Però tengo
duro, perchè so che presto avrò buone notizie… e, per una volta, le
cose andranno bene in ogni caso. Quindi bando alla tristezza e via,
verso nuovi progetti…