… ed ecco che, come la marea, sale di nuovo l’ansia da tesi…
… paure, ansie, pare…
… flash del giorno della discussione: io vestita di tutto punto, circondata da famiglia, amici e fidanzato, in attesa di scendere nella fossa dei leoni… immagini tanto nitide e realistiche da essere raccapriccianti, riesco persino a sentire il brusio non tanto sommesso del parentado dei vari laureandi, le grida stizzite dell’usciera volenterosa… un leggero aroma di caffè della macchinetta (NdR forse il più schifoso che abbia mai ingurgitato… da voltastomaco!) aleggia nell’aria, refoli improvvisi di aria gelida entrano dalla porta a vetri dell’atrio di Salvecchio (non dimentichiamo che siamo a Novembre e in questo periodo dell’anno a Bergamo il clima è poco amichevole, si sa)…
… e poi eccolo, il leggero tintinnio del campanello risuona in lontananza da dietro la porta chiusa e presidiata dalla suddetta usciera volenterosa…
… un infinito attimo di smarrimento e di panico, un ultimo sguardo ai visi di chi mi è accanto, poi una forza sconosciuta mi spinge all’interno dell’aula 1…
… nell’aula semivuota risuona il rumore dei miei tacchi, mentre io cammino ostentando una sicurezza che (inutile dirlo) non ho e il Presidente di Commissione di turno legge frettolosamente la mia presentazione…
… mi siedo…
MOTORE, CIAK, AZIONE!
[Per fortuna (forse anche per scaramanzia) il mio fantasticare si ferma qui... tra qualche mese le mie sofferenze avranno fine e allora sapremo se questi "sogni" a occhi aperti saranno davvero tali o se si riveleranno INCUBI]
… paure, ansie, pare…
… flash del giorno della discussione: io vestita di tutto punto, circondata da famiglia, amici e fidanzato, in attesa di scendere nella fossa dei leoni… immagini tanto nitide e realistiche da essere raccapriccianti, riesco persino a sentire il brusio non tanto sommesso del parentado dei vari laureandi, le grida stizzite dell’usciera volenterosa… un leggero aroma di caffè della macchinetta (NdR forse il più schifoso che abbia mai ingurgitato… da voltastomaco!) aleggia nell’aria, refoli improvvisi di aria gelida entrano dalla porta a vetri dell’atrio di Salvecchio (non dimentichiamo che siamo a Novembre e in questo periodo dell’anno a Bergamo il clima è poco amichevole, si sa)…
… e poi eccolo, il leggero tintinnio del campanello risuona in lontananza da dietro la porta chiusa e presidiata dalla suddetta usciera volenterosa…
… un infinito attimo di smarrimento e di panico, un ultimo sguardo ai visi di chi mi è accanto, poi una forza sconosciuta mi spinge all’interno dell’aula 1…
… nell’aula semivuota risuona il rumore dei miei tacchi, mentre io cammino ostentando una sicurezza che (inutile dirlo) non ho e il Presidente di Commissione di turno legge frettolosamente la mia presentazione…
… mi siedo…
MOTORE, CIAK, AZIONE!
[Per fortuna (forse anche per scaramanzia) il mio fantasticare si ferma qui... tra qualche mese le mie sofferenze avranno fine e allora sapremo se questi "sogni" a occhi aperti saranno davvero tali o se si riveleranno INCUBI]