Il weekend appena terminato mi ha vista dare sfogo alle mie velleità culinarie. … no, non si tratta di attività di dubbia moralità (sarò maliziosa, ma il termine “culinario” mi evoca strani pensieri…), ma che mi sono semplicemente messa in cucina e ho liberato la mia spiccata propensione alla creazione dolciaria.
Sabato ho creato dei deliziosi - a detta di chi li ha mangiati - biscotti alla nutella (di cui ho sbadatamente dimenticato di fare una foto, gosh), mentre ieri mi sono data alle torte… pie di pasta frolla ripiena di crema al limone! Da leccarsi i baffi, guardare per credere:
Pie al limone
Venghino siori, venghino!
E’ iniziata (ormai da qualche tempo, purtroppo) la fiera della politica. Tarallucci e vino per tutti!
Se fino a un paio di giorni fa ero riuscita a respingere l’assalto mediatico (e la nausea che mi provoca vedere sempre le stesse facce che ripetono sempre le stesse cose con sempre maggiore convinzione) facendo rapidamente zapping o voltando altrettanto rapidamente pagina (sia essa cartacea o “elettronica”), ora tutto ciò non sarà più possibile: alzandomi dal letto, ancora mezza rinc.., ho scorto dalla finestra una triste vista… loro, i famigerati cartelloni elettorali!
Volente o nolente ogni tanto il mio sguardo sarà costretto a lambirli.
Venghino siori, venghino!
Welcome to my brand new blog! This is a sort of new start, let’s say “new birth”. My “past life” is waiting here for me to decide what to do with all that stuff.
In the meanwhile I’ll try to make this new place a bit more attractive… let’s start with the making up! ; )
Sembra strano, ma io lo trovo perfettamente normale. In una serie televisiva che parla prevalentemente di sesso, io riesco a cogliere soprattutto il messaggio d’amore che si cela in ogni puntata. Questo è assolutamente da me.
<<Il "Ciao" di lui mise fine alle conclusioni di lei.
La risata di lei fu il loro primo passo verso l’altare.
La mano di lui sarebbe stata sua da tenere per sempre.
Il per sempre di lui era semplice come il suo sorriso.
Lui disse: "Lei era quello che mi mancava."
Lei disse: "L’ho capito subito che eri tu."
Lei era una domanda a cui rispondere.
E la risposta di lui fu "Sì".>>
Carry Bradshow
Ho recentemente scoperto di far parte di quella nutrita schiera di individui che impazziscono quando non hanno nulla di concreto da fare, quando le loro giornate sono vuote e lasciate allo sbaraglio dell’inoperosità, quando non sanno più cosa leggere o cosa guardare alla tv per arrivare al momento di andare a dormire.
E anche quando arriva quel tanto agognato momento non è che l’inquietudine dettata dall’esubero di energie inutilizzate se ne va per lasciare spazio a una sana dormita. No. Al contrario, le loro notti sono agitate, piene di sogni angoscianti in arrivo direttamente dal passato (ma anche dal presente e dal futuro). Quando riescono a dormire, è ovvio. Tanti perdono il sonno, altri invece cadono in catalessi e dormirebbero sempre e ovunque.
Nei momenti più impensati riemergono tutte le nevrosi superate in anni di attenta autoanalisi, riaffiorano visi di persone ormai da tempo superate con la massima accelerazione lungo l’autostrada dell’esistenza, ritornano ricordi pessimi di momenti critici delle loro vite e sensi di colpa per errori commessi in tempi ormai molto lontani. A volte, per fortuna, il passato restituisce loro anche i migliori attimi delle loro vite, e questo è sicuramente quanto di meglio possa accadere in queste giornate.
Avere troppo tempo a disposizione è malsano per queste persone: iniziano a mettere in discussione qualsiasi cosa, dalla scelta di mangiare bistecca ed insalata per pranzo, al colore dei capelli ("Non sarebbe meglio un bel castano-ramato? Questo biondo-oro ormai ha fatto il suo tempo!"). Dall’abitudine di bere un caffè dopo pranzo, ai progetti di una vita intera. Dal proprio modo di fare con il prossimo, alle proprie capacità professionali (se ci sono).
La lista potrebbe continuare ancora per molto, ma la verità è che mi sono stancata di scrivere, quindi chiudo qui il mio intervento.
Già, perché l’inattività prolungata e forzata rende insofferenti agli sforzi e toglie la voglia di fare anche agli Stakanov dell’impegno costante.
Meno si fa, meno si vorrebbe fare, checché se ne dica.
… si prega di riprovare più tardi.
Oggi ho avuto più volte l’impulso di scrivere un intervento, ma, "grazie" a non so quale problema tecnico, fino a poco fa il mio blog mi risultava inaccessibile, così come lo era la mia casella di posta hotmail… inutile dire che l’ispirazione, così com’era arrivata, è fuggita a gambe, lasciandomi addosso solo la voglia di scrivere queste righe lievemente "polemiche".
Tsè, speriamo che questi episodi non si ripetano…

Ma quando arriva la primavera pazzerella con il suo caldo sole e il suo clima (non sempre) amichevole?

Ho voglia di crogiolarmi al sole, con il viso che si arrossa lievemente e lentamente prende colore in vista dell’estate… il mio mortal pallore sarà anche chic, però che noia!
Anche il lago di Como sarebbe molto più triste senza il sole…
Griante - lago di Como 15.02.2008
E con domani siamo a due. Due festeggiamenti che riguardano la sottoscritta in meno di una settimana!
E’ sempre stato così, da quando sono in questo mondo il mese di febbraio ha sempre avuto un significato importante per me: prima il mio compleanno, poi il mio onomastico. E si può stare certi che con un nome come il mio nessuno oserà mai dire: "Non sapevo che oggi fosse il tuo onomastico!" cosa che non si può affatto affermare quando si tratta del mio compleanno. Sarò permalosa e/o ipersensibile, ma con il passare degli anni ho iniziato a considerare il mio compleanno come un parametro di selezione naturale, una sorta di spartiacque: da una parte coloro che se ne ricordano puntualmente e mi fanno gli auguri - sms, e-mail, telefonate, segnali di fumo o dardi infuocati scoccati contro la porta di casa con attaccati medievali biglietti di auguri… non importa il mezzo - e dall’altra coloro che se ne dimenticano. Un esercito di smemorati. Oppure di persone troppo impegnate per ricordarsi del compleanno di una persona qualsiasi. Sì, perché sono convinta che se si tiene anche solo un pochino a qualcuno ci si ricorda del giorno in cui viene celebrata la sua nascita.
Suvvia, ci vuole molto ad usare quei dannati affari squillanti/cantanti/urlanti/gracchianti/ecc. che ci troviamo nelle tasche per segnare le date da ricordare?! Secondo me no, per questo credo che spesso non si tratti di una banale dimenticanza, bensì di una voluta "omissione" di auguri.
Basta con queste recriminazioni inutili, il vero tema del post è proprio la festa degli innamorati. Anzi, degli Innamorati, solo di quelli con la "I" maiuscola. Per quelli che si amano sul serio domani è una giornata speciale al di là dei fiori e dei cioccolatini. Per tutti gli altri è solo una buona scusa per spendere soldi e fare grandi proclami cui non seguiranno mai i fatti veri e propri.
Per quanto mi riguarda domani festeggerò per la prima volta davvero San Valentino con LA persona importante di cui ho già scritto più volte e questa cosa mi rende felice in modo decisamente infantile… ma lo dico senza nessuna vergogna!
Speriamo solo che quest’anno la gente non si dimentichi anche del mio onomastico!
Poco fa stavo tornando a casa in auto e mi sono trovata a chiedermi da quando il fenomeno dei monsoni abbia iniziato a verificarsi anche nella nostra pianura padana… i cari vecchi libri di scuola classificano il monsone come un fenomeno atmosferico stagionale, tipico delle zone tropicali/orientali, quindi c’è qualcosa che non mi torna.
Monsoni, tifoni e trombe d’aria come ai tropici, peccato che tutto ciò si verifichi nella ridente Brianza. E, come se non bastasse, da brava meteopatica subisco anche l’influenza negativa di questo clima orribile… se mi trasformo in Jack Lo Squarciatore sapete tutti che è colpa del meteo!
Precisazione necessaria.
Nel post precedente, presa dall’entusiasmo e dal sentimento, mi sono dimenticata di linkare il sito di un’osteria splendida che abbiamo avuto il piacere di trovare in quel di Firenze: "ì tozzo di pane" è il pittoresco nome scelto dai due proprietari per un locale piccolo ma pieno di valore.
Consiglio vivamente a chi passa da Firenze di fare una capatina in questo ristorante per avere un assaggio non solo dei cibi della tradizione toscana, ma anche della proverbiale ospitalità dei fiorentini.
Buon appetito!

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